8 MARZO 2007 - FESTA DELLA DONNA


8 MARZO

GIORNATA DELLA DONNA

La celebrazione dell’8 marzo ha sicuramente radici lontane.
Meno certo è invece il motivo che sta alla base della scelta della data.
Come molti eventi sociopolitici, anche l’8 marzo subisce il confronto con leggende e fatti reali. Spesso accade che le verità siano ingigantite o arricchite di dettagli da chi le racconta, specialmente quando il sistema di divulgazione sia affidato, anche per le condizioni di miseria di chi le ha tramandate, al solo mezzo verbale.
Questa era la situazione in cui vivevano i lavoratori  e le lavoratrici fino ai primi decenni del secolo scorso. Saper leggere e scrivere era un privilegio di pochi, limitato alle classi più ricche. Quindi l’unico modo per la divulgazione delle notizie, e della cultura, era affidato ai racconti.
In questo contesto, probabilmente, fatti realmente accaduti e forse anche nascosti volutamente dalla classe dominante del luogo, si sono sommati a eventi emozionali di grande importanza quali i fermenti sociali dell’inizio del ‘900.
Diverse ricerche confermano questa tesi.
Di seguito, si lascia, a chi legge, la scelta di scorrere alcune “verità” sul perché proprio l’8 marzo fu scelto come
GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA.

Alle origini dell’8 marzo
Una festa tra miti e verità


Come qualche volta accade ad eventi che per la loro rilevanza sono entrati a far parte della storia del costume di una società, anche l'origine della festa della donna è circondata da un alone di mistero che la rende in qualche modo leggendaria.
Alcuni storici sostengono che possa risalire all'8 marzo del 1848, giorno in cui il re di Prussia, asserragliato nel suo palazzo e terrorizzato alla vista dei dimostranti inferociti, si affrettò ad elencare promesse su promesse (quasi tutte mai mantenute) come quella di concedere il diritto di voto alle donne.

Altri biografi riportano episodi di sangue nel tentativo di dare a quella celebrazione anche il crisma del martirio: l'8 marzo del 1908 una fabbrica di Washington Square, New York, avrebbe preso fuoco e sarebbero morte 129 operaie; oppure quello sciopero, organizzato sempre a New York nel marzo del 1857, durante il quale le donne che vi partecipavano furono brutalmente disperse dalla polizia. Ma recenti e approfondite ricerche hanno messo in chiaro che quegli episodi non sono avvenuti. E' documentato invece l'episodio del 23 febbraio 1917 a San Pietroburgo: un grande corteo di donne si formò quasi spontaneamente e sfilò per le strade della grande città russa. Erano madri, mogli e figlie delle migliaia di soldati impegnati nella prima guerra mondiale, che chiedevano a gran voce la fine delle violenze, il ritorno a casa dei loro uomini, la caduta della dittatura zarista.
Si potrà obbiettare: ma cosa c'entra una manifestazione avvenuta un 23 febbraio con la festa dell'8 marzo? C'entra, perché in quell'epoca in Russia si adottava ancora il calendario "Giuliano" (elaborato da Giulio Cesare) che era sfalsato di tredici giorni rispetto al calendario "Gregoriano" (da papa Gregorio XIII), in uso fino dal 1582 in quasi tutto il mondo occidentale.

In Italia la festa ha un'origine ancora più recente, che può essere datata all'8 marzo del 1945, quando un gruppo di donne appartenenti all'Udi (Unione donne italiane) si riunì a Roma per approvare un ordine del giorno mirato a: "...difendere il pane ai nostri figli, alle nostre famiglie e per difenderci dal freddo e dalla miseria...". Sembrano parole pronunciate nella notte dei tempi, invece sono trascorsi poco più di cinquant'anni.

Del resto la festa vera e propria fu organizzata solo l'anno successivo, dopo che a Londra si erano riunite le rappresentanti di venti nazioni per redigere la "Carta della donna" nella quale si chiedeva, fra l'altro: "...il diritto al lavoro in tutte le industrie, la parità salariale, la possibilità di accedere a posti direttivi e di partecipare alla vita politica nazionale e internazionale".
E fu proprio in quel 1946 - il 2 giugno - che la donna italiana, per la prima volta nella storia, poté partecipare in maniera attiva al governo del Paese, contribuendo con il proprio voto alla nascita della Repubblica.

Anche la tradizione di offrire alle festeggiate un rametto di mimosa è tipicamente italiana e - contrariamente a quanto si potrebbe pensare riallacciandosi al garofano rosso, che viene offerto il primo di maggio e che possiede una simbologia precisa - nacque per ragioni unicamente pratiche: perché quello è l'unico fiore - o perlomeno il più comune (e quindi il meno caro) - che sboccia spontaneamente nel periodo invernale.


Perché l’8 marzo?

Probabilmente la scelta di questa data risale all’8 marzo 1848, quando le lavoratrici dell’industria dell’abbigliamento di New York proclamarono uno sciopero cui parteciparono trentamila donne, la più gigantesca manifestazione femminile che si fosse mai avuta negli Stati Uniti. Ma sulla scelta della data vennero fuori leggende dal sapore tragico:
Il 7 marzo 1952 il settimanale bolognese La Lotta scrive che l'8 marzo vuol ricordare l’episodio dell’incendio scoppiato quel giorno in una fabbrica tessile di New York in cui morirono, chiuse dentro dall’interno per volere del padrone, perché minacciavano di scioperare, 129 giovani operaie.
Il Secolo XIX di Genova nel 1978 riporta l’episodio come avvenuto a Chicago in una filanda. La Repubblica nel 1980 parla di un incendio a Boston, datato 1898. Stampa Sera nel 1981 situa l’incendio ai primi del ‘900, in un luogo imprecisato degli Stati Uniti. Lo stesso anno L’Avvenire parla di 19 operaie morte. Noi Donne nel 1982 parla di Boston e di 19 operaie morte; anno 1908, stesso anno e stesso numero di vittime nel sito SpazioDonna, la città è però Cotton.
Sul sito Internet della Città di Bari viene descritto un incendio scoppiato il 25 marzo 1911 negli ultimi tre piani dell’Asch Building a Manhattan, dove delle operaie confezionavano camicette. Quando il tragico rogo fu domato si contarono 146 vittime, di cui la stragrande maggioranza donne, quasi tutte di nazionalità italiana o di origine ebraica. New York rimase sconvolta da quella tragedia e proclamò un’adunata generale dei lavoratori per seguire il corteo funebre di sette vittime non identificate.
Sulla stampa statunitense fino al 1908 nessuna Verità storica della misteriosa origine dell’8 marzo: l’incendio risulta mai accaduto. Alla stessa conclusione giungono Tilde Capomazza e Marisa Ombra nel loro 8 marzo – Storie, miti e riti della Giornata Internazionale della Donna, frutto di meticolose e appassionate ricerche.

Le radici dell’8 marzo

L'8 marzo ha radici lontane. Nasce dal movimento internazionale socialista delle donne. Era il 1907: Clara Zetkin (che nella prima guerra mondiale fondò la Lega di Spartaco) dirigente del movimento operaio tedesco organizza con Rosa Luxemburg (teorica della rivoluzione marxista che fondò il partito socialista polacco e il partito comunista tedesco) la prima conferenza internazionale della donna.

Ma la data simbolo è legata all'incendio divampato in un opificio (Cottons) di Chicago nel 1908, occupato nel corso di uno sciopero da 129 operaie tessili che morirono bruciate vive.
Nel 1910 a Copenaghen, in occasione di un nuovo incontro internazionale della donna si propone l’istituzione di una GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA, anche in ricordo dei fatti di Chicago.

Successivamente la giornata comincia ad essere celebrata in varie parti del mondo e anche in Italia durante e dopo la prima guerra mondiale (1914-18). La tradizione, nel nostro Paese, viene interrotta dal fascismo. La celebrazione riprende durante la lotta di liberazione nazionale come giornata di mobilitazione delle donne contro la guerra, l’occupazione tedesca e per le rivendicazioni di diritti femminili. Nascono i gruppi di difesa della donna collegati al CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) che daranno origine all’UDI (Unione Donne Italiane).

Nel 1946 l’UDI prepara il primo 8 marzo nell’Italia libera, proponendo di farne una giornata per il riconoscimento dei diritti economici, sociali e politici delle donne. Sceglie la mimosa come simbolo della giornata.

La vera "esplosione" in termini di popolarità e di partecipazione, l'8 marzo l'avrà negli anni ’70. Anni che segnano la collaborazione dei movimenti femminili e femministi che, tra l'altro, operano attivamente per la legge di parità, per il diritto al divorzio e all’aborto. La prima manifestazione femminista, risale infatti al 1972 e si svolse a Roma. Ma il top, la celebrazione dell'8 marzo, lo raggiunge nel 1980, con una grande manifestazione unitaria in cui confluiscono per la prima volta tutti i movimenti femminili e femministi.
In conclusione possiamo dire che il percorso dell'8 marzo si snoda in quasi un secolo di storia che ha visto nascere movimenti politici, guerre, ideologie, ricostruzioni. Un cammino lungo e complesso per le donne di tanti paesi, più volte interrotto, ma che con grande tenacia è sempre stato ripreso con l'obiettivo dell'emancipazione e della liberazione delle donne.
Nel 2001 si volta pagina: la tragedia delle Torri Gemelle a New York e la guerra in Afghanistan rimettono in campo i pericoli legati ad una possibile restrizione di diritti e di libertà per l'intero pianeta, ma, soprattutto per le donne e i bambini. L'atto terroristico ha anche riportato all'attenzione il dramma delle donne afgane, di quelle palestinesi e di tutte quelle che nel mondo non godono dei diritti e delle libertà. Safiya (la donna nigeriana condannata alla lapidazione) è diventata il simbolo di queste sofferenze.

Le donne e le conquiste del '900

 



OTTO MARZO: LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

1857

L'8 marzo centinaia di operaie tessili di New York scioperano contro i bassi salari, il lungo orario di lavoro, il lavoro minorile e le inumane condizioni di lavoro. Lo sciopero fu represso con la forza e, presumibilmente, finì con un violento scontro con la polizia

1859

Le operaie tessili di New York si costituiscono in sindacato per tentare di migliorare le condizioni di lavoro.

1860

Sciopero delle lavoratrici del New England delle industrie calzaturiere

1889

Il Congresso di Parigi della Seconda Internazionale accoglie il principio del diritto delle donne al lavoro ed alla retribuzione pari a quella degli uomini

1891

Il programma di Erfurt della socialdemocrazia tedesca afferma l'eguaglianza completa tra uomini e donne.

1903

Nasce negli Stati Uniti la Women's Trade Union League, formata soprattutto da sindacaliste, che assieme alla campagna per il diritto al voto aiutano le donne ad organizzarsi per una paga migliore e per il loro benessere economico e politico.

Regno Unito: inizia il movimento militante delle 'suffragette' guidato da Emmeline Pankhurst, leader della Women's Social and Political Union. Il movimento si oppone a quello americano, più moderato, delle 'suffragiste', nato nel 1848.

Australia: primo paese in cui le donne ottengono la piena parità con gli uomini nel voto politico

1907

Lo sciopero dell'8 marzo viene ricordato in tutti gli Stati Uniti con la richiesta di una giornata lavorativa di 10 ore.

1908

L'8 marzo sfilano a New York le lavoratrici delle sartorie sia per il diritto al voto sia contro il lavoro minorile

1909

28 febbraio. Primo Giornata Nazionale delle Donne in tutti gli Stati Uniti.

Le operaie tessili di New York (al Triangle Shirtwaist Company) cominciano un nuovo sciopero scegliendo come data d'inizio proprio l'8 marzo per ricordare la lotta del 1857. Comincia il 22 novembre la cosiddetta "Rivolta delle ventimila" o "Grande Rivolta". Lo sciopero, dopo una violenta repressione della polizia ed una serie di accordi, terminerà il 24 dicembre 1910 con il "Protocollo di Pace" che riconosceva il diritto a regole per l'orario ed il salario".

Sino al 1913 la Giornata viene celebrata l'ultima domenica del Mese di Febbraio, in modo da non perdere una giornata lavorativa.

1910

Alla Conferenza delle Donne della Internazionale Socialista (100 donne di 17 paesi) a Copenaghen, Clara Zetkin, leader socialista tedesca e direttrice del giornale socialdemocratico tedesco Gleichheit, propone che l'8 marzo sia osservato, ogni anno, come la Giornata Internazionale delle Donne.

Le donne richiedono il diritto universale al voto (e non solo in base al censo, come richiedeva il movimento delle suffragette inglesi.

Vengono richieste inoltre le indennità per la maternità anche per le madri non sposate e ci si oppone al lavoro notturno.

1911

19 marzo, in memoria della repressione prussiana del 1848, un milione di donne sfila in Svizzera, Austria, Danimarca e Germania, chiedendo il diritto al voto, la fine della discriminazione sessuale per le cariche pubbliche ed il diritto alla formazione professionale.

25 marzo, un incendio agli ultimi piani della Triangle Shirtwaist Company a New York uccide 146 donne, la maggioranza giovani, ebree ed italiane. Le terribili condizioni di lavoro furono la causa della morte delle lavoratrici. Esse infatti erano chiuse a chiave nelle loro fabbrica. Il fatto portò alla riforma della legislazione del lavoro negli Stati Uniti.

Centomila persone partecipano a New York, sulla Broadway, ai funerali delle vittime.

1913

Manifestazione delle donne a San Pietroburgo contro la guerra

1914

8 marzo, manifestazioni delle donne per la pace in tutta Europa

1917

San Pietroburgo, manifestazione delle donne contro la guerra, note come "pane e pace". La protesta sarà alla radice della Rivoluzione di febbraio che condurrà all'abdicazione dello Zar Nicola II. Il governo provvisorio concede alle donne il diritto di voto.

1918

Germania: le donne ottengono la piena parità con gli uomini nel voto politico

1920

Stati Uniti: le donne ottengono, a livello federale, la piena parità con gli uomini nel voto politico.

1922

Con l'aiuto di Clara Zetkin Lenin stabilisce che la Giornata Internazionale delle Donne sia una festività comunista

1928

Regno Unito: tutte le donne inglesi ottengono la piena parità con gli uomini nel voto politico (il diritto alle donne oltre i 30 anni era stato ottenuto nel 1918)

1945

Francia: le donne ottengono la piena parità con gli uomini nel voto politico

1946

Italia: le donne ottengono la piena parità con gli uomini nel voto politico

1975

ONU: anno internazionale delle donne. Viene indetto inoltre il Decennio delle donne (1975-1985). Prima conferenza mondiale sulla condizione della donna a Città del Messico

1977

ONU: Risoluzione 32/142 della Assemblea generale delle Nazioni Unite (16 dicembre) che invita gli Stati membri, nel rispetto delle loro tradizioni storiche e nazionali ad indire una Giornata delle Nazioni Unite dei Diritti delle Donne e della Pace Internazionale "per ricordare il fatto che la sicurezza della pace ed il pieno godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali hanno bisogno della partecipazione attiva, dell'eguaglianza e dello sviluppo delle donne". Molte nazioni scelgono l'8 marzo.

L'UNESCO proclama l'8 marzo Giornata Internazionale della Donne

1995

Pechino: Quarta Conferenza Mondiale delle Donne con 189 rappresentanti di vari paesi.