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Mappa delle crisi aziendali presso il Comitato Occupazione: Basilicata
Tabella
di monitoraggio
I
dati relativi alle crisi aziendali (aggiornati al 19
aprile scorso), che hanno negoziati sindacali in corso, presso il Comitato per
il Coordinamento delle iniziative per l’occupazione, riferiti alla Basilicata
(come da tabella allegata) riguardano il Polo Chimico Val Basento
(Dow Chemical, Nylsar, PNT), Lucana Calzature di Mararea,
e Orop-Sinoro, per complessivi 600 addetti; gli
ammortizzatori sociali riguardano 240 unità collocate in cigs,
280 unità inn cigo e 80
“esodi”. E’ quanto riferisce in una nota congiunta il Dipartimento
Programmazione e
In
via preliminare – si sottolinea nella nota - va
osservato che essi, come i dati che riguardano le altre regioni italiane, non
sono certamente esaustivi circa la profondità della crisi
dell’apparato produttivo lucano. Innanzitutto perché,
da un punto di vista istituzionale, vi è una pluralità di soggetti che intervengono
nei momenti di ristrutturazione delle imprese. In alcuni casi direttamente la
Presidenza del Consiglio, come è stato per le vicende
FIAT, Polo del Salotto, Parmalat, Barilla,
ecc.. In altri, in particolare per le imprese poste in regime di amministrazione
straordinaria, il Ministero delle Attività Produttive. Inoltre, c’è da
considerare che un numero rilevante di aziende in
difficoltà ha dinamiche esclusivamente locali.
Infine,
non va dimenticato che soltanto nell’ultimo periodo si è manifestato il
fenomeno, assai preoccupante per l’insieme del manifatturiero italiano, della
crisi dei distretti industriali, che richiede approcci
e strategie innovative.
Tuttavia,
anche a fronte di queste doverose puntualizzazioni, il monitoraggio effettuato
dal Comitato per l’occupazione – sottolinea la Uil - offre uno spaccato interessante della situazione
dell’apparato produttivo. Innanzitutto, si ha la
conferma della diffusione della crisi, per territori e per settori. In secondo
luogo, le cessazioni di attività ed i fallimenti sono
abbastanza frequenti. Ciò indica la necessità di iniziative
imprenditoriali sostitutive e, più in generale, di un riposizionamento
delle attività produttive, o verso settori innovativi o, all’interno dello
stesso settore, in direzione di una gamma di prodotti medio-alti,
in grado di reggere la competizione apertasi sui mercati internazionali,
evitando che gli unici fattori sui quali agire siano il costo del lavoro ed il
prezzo del prodotto. Fattori che, peraltro, si stanno dimostrando scarsamente
efficaci.
Infine
due considerazioni. La prima: molte crisi hanno un’origine lontana nel tempo.
E’ evidente che il perdurare di queste situazioni, senza sbocchi positivi, al di là delle singole specificità, mette in luce
l’urgenza di una complessiva rivisitazione della strumentazione a disposizione
per la soluzione delle crisi di impresa. La seconda: si rafforza l’esigenza
di dare attuazione alla proposta della Uil di istituire un’Unità di crisi regionale.
Potenza
Uil Basilicata