I rendimenti 2005 dei fondi negoziali, rivolti ai dipendenti di un’azienda o agli appartenenti a una categoria

I fondi pensione vanno a forza otto. I chiusi hanno reso l’8,1%, la liquidazione il 2,6%. Ma dal 2001 il Tfr resta in vantaggio. Vince Fopen: +17,4%

Il grafico

I fondi pensione viaggiano con il vento in poppa, anche se nel medio periodo perdono di un soffio la sfida con il Tfr. Nel 2005 si è attestata all'8,1% la performance media netta dei fondi chiusi o negoziali, destinati ai dipendenti di un’azienda o agli appartenenti a una categoria professionale. Sempre l'anno scorso, le liquidazioni accantonate presso le aziende hanno reso il 2,6% al netto dell'imposta dell'11%. A due, tre e quattro anni i chiusi vincono la gara con rendimenti complessivi del 12,6%, 17,8% e 14,1% rispetto al 5,1%, 8% e 11,3% offerto dal Tfr. Ma se si comprende anche il 2001, anno nero per i mercati, finiscono sotto: 13,5% contro 14,4%. «Grazie al buon andamento delle Borse, i risultati del 2005 sono stati molto positivi - commenta Luigi Scimia, presidente della Covip, Commissione di vigilanza sui fondi pensione -, ma il rinvio al 2008 del silenzio-assenso per il conferimento del Tfr determina un incremento molto modesto delle adesioni, l'anno scorso sono cresciute del 4-5%». Nel bilancio del 2005 (che si riferisce a 26 fondi chiusi su 28 operativi) spiccano molte performance a due cifre offerte dalle linee a maggiore contenuto azionario. Nonostante il leggero rialzo dei tassi d'interesse segnato nell'ultima parte del 2005, soltanto le monetarie non tengono il passo del Tfr. Il dato migliore è il 17,4% offerto dalla gestione azionaria di Fopen (gruppo Enel), seguita con il 16,5% dalla bilanciata azionaria di Telemaco (telecomunicazioni) e con il 15,6% dalla bilanciata azionaria di Fondenergia (gruppo Eni).
Buoni rendimenti anche dai comparti più rischiosi dei due big, Cometa dei metalmeccanici e Fonchim dei chimici. «A parte il monetario, tutti hanno ottenuto risultati molto positivi — spiega Luca Agrò , direttore di Fopen — compreso il bilanciato obbligazionario, in cui si concentra la stragrande maggioranza degli iscritti». «Nei mesi scorsi — prosegue Agrò — abbiamo introdotto commissioni d'incentivo per i gestori che migliorano i risultati nel tempo contenendo i rischi. Questo comporterà un incremento di circa lo 0,10% nei costi, che comunque dovrebbero rimanere sotto lo 0,45% medio dei fondi negoziali». «I buoni risultati del 2005 — dice dal canto suo Bruno Vona , presidente di Telemaco — si devono ad una suddivisione del portafoglio equilibrata fra le varie aree mondiali e al controllo attento e tempestivo sui gestori». In base al decreto varato a dicembre dal governo, dal 2008 il Tfr dei lavoratori che non esprimeranno alcun' indicazione dovrà essere conferito alle linee più prudenti, tali da offrire rendimenti comparabili con la liquidazione. I fondi che già non ne dispongono lanceranno gestioni garantite o a basso rischio. «In aprile lanceremo un quinto comparto, al 90% obbligazionario», spiega Agrò di Fopen. «Valuteremo il rapporto costi e benefici di una linea garantita», dice Vona di Telemaco.
Solidarietà Veneto punterà sull'attuale comparto monetario. «Negli ultimi tre anni - spiega il presidente Bruno Silvestrin - ha sempre offerto rendimenti superiori al Tfr». Nel 2005 il fondo segna rendimenti in ripresa anche per il comparto più aggressivo, che l'anno precedente aveva all'attivo un modesto 3%. «Nel 2004 ci aveva penalizzato l'andamento non brillante della Borsa americana - spiega Silvestrin - ora, invece, siamo un punto sopra il benchmark». Se i risultati sono positivi, lo slittamento del silenzio assenso rallenta le adesioni. «Si ha l'impressione - sottolinea Silvestrin - che molti lavoratori pensino che sino al 2008 non è possibile iscriversi alla previdenza complementare ». In questo scenario giocherà un ruolo chiave la campagna informativa che la Covip avvierà nei prossimi mesi d'intesa con il ministero del Welfare. «Ma i 17 milioni d'euro che erano previsti a questo scopo - spiega Scimia - non ci sono stati messi a disposizione. Se non arriveranno dovremo farla con le attuali, modeste risorse».