Zone franche urbane: 64 comuni in gara, 54 del Sud

Cosa sono e come si individuano
Le Zone Franche Urbane (ZFU) sono aree infra-comunali di dimensione minima prestabilita dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese. Obiettivo prioritario delle ZFU è favorire lo sviluppo economico e sociale di quartieri ed aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo inespresse.
L’iniziativa nasce dall’esperienza francese delle Zones Franches Urbaines, lanciata nel 1996 e oggi attiva in più di 100 quartieri.

In questa prima fase pilota, l’istituzione di un numero limitato ZFU nelle città italiane prevede agevolazioni fiscali e previdenziali per rafforzare la crescita imprenditoriale e occupazionale nelle piccole imprese di nuova costituzione ivi localizzate.

Le piccole e microimprese che avviano attività economiche nel periodo 2008-2012 in zone franche urbane godranno di importanti sgravi fiscali :

In misura minore e circoscritta, è previsto anche il sostegno ad imprese già operanti nelle medesime aree.

Nel suo disegno definitivo, il dispositivo approvato estende l’ammissibilità ai benefici ad aree urbane, caratterizzate da significativi fenomeni di disagio sociale, localizzate in città sull’intero territorio nazionale.

Per l'individuazione delle aree si utilizzano indicatori oggettivi costruiti sulla base di dati infra-comunali del Censimento 2001 (per informazioni specifiche consulta il documento Criteri per l'identificazione, la perimetrazione e la selezione delle ZFU; per le fonti statistiche di riferimento consulta Ammissibilità dei Comuni e delle ZFU: fonti statistiche di riferimento).

Per il finanziamento del dispositivo, la legge finanziaria 2007 (L. 296/2006, art.1 comma 340 e successivi) istituisce un Fondo di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. La legge finanziaria 2008 (L. 244/2008, commi 561, 562 e 563) ha confermato tale stanziamento e definito in maggiore dettaglio le agevolazioni fiscali e previdenziali che, in ogni caso, troveranno la loro definizione particolareggiata in un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze attualmente in preparazione.

In Italia 64 Comuni, per lo più del Mezzogiorno, sono in gara per 18 zone franche urbane: 3 Regioni del Centro-Nord e 8 del Sud hanno candidato i territori di 64 Comuni, 10 del Centro-Nord e 54 del Mezzogiorno, per l'accesso alle agevolazioni fiscali e previdenziali in favore di piccole e microimprese che nascono nelle zone franche. Ora il ministero per lo Sviluppo economico procederà all'esame delle domande. Poi, su proposta del ministro Claudio Scajola il Cipe istituirà le 18 zone franche urbane e detterà le modalità di distribuzione delle risorse, pari a 50 milioni di euro l'anno nel 2008 e nel 2009.

Attualmente i criteri di selezione sono dettati dalla delibera Cipe del 30 gennaio 2008. I Comuni interessati devono avere una dimensione demografica minima di 25mila abitanti, mentre le zone franche urbane individuate devono avere una dimensione demografica minima di 7.500 abitanti, fermo restando la soglia massima individuata dalla legge in 30mila abitanti. Per calcolarla si utilizzano i dati Istat sulla popolazione residente del 2006. Poi conta il tasso di disoccupazione comunale superiore alla media nazionale nel 2005 (dunque superiore al 7,7% della media nazionale). Fra le agevolazioni previste l'esenzione dalle imposte sui redditi, dall'Irap e dall'Ici e dal versamento dei contributi da lavoro dipendente per i primi 5 anni. I benefici sono riservati alle piccole e alle microimprese.

Ecco, nel dettaglio, Regioni e città candidate. La Sicilia, con 12 candidature, è la regione che si è proposta di più. L'Abruzzo ha presentato Pescara, Chieti e Lanciano; la Basilicata ha lanciato Matera; la Calabria ha proposto i comuni di Crotone, Lamezia Terme, Rossano, Vibo Valentia, Cosenza, Corigliano, Reggio Calabria; la Campania ha candidato Torre Annunziata, Mondragone, Napoli Est, San Giuseppe Vesuviano e Benevento; per il Lazio si sono proposti Alatri, Aprilia, Latina, Rieti, Sora, Velletri e Viterbo; Ventimiglia per la Liguria; Campobasso e Termoli per il Molise; Andria, Santeramo in Colle, Molfetta, Barletta, Foggia, Manfredonia, San Severo, Lucera, Lecce, Mandria e Taranto sono i comuni candidati dalla Puglia; Massa e Carrara per la Toscana. La Sardegna ha proposto Cagliari, Sassari, Quartu S.Elena, Olbia, Alghero, Oristano, Selargius, Iglesias, Assemini; Candidati per la Sicilia Catania, Gela, Erice, Termini Imerese, Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Aci Catena, Castel Vetrano, Trapani, Acireale, Giarre e Sciacca.

Al termine del processo di individuazione delle ZFU ammesse a finanziamento sarà necessario procedere alla notifica formale della DG Concorrenza della Commissione europea, includendo la lista e la descrizione delle caratteristiche sociodemografiche delle aree, nonché il dispositivo di dettaglio delle agevolazioni. L’autorizzazione comunitaria finale consente, dunque, l’effettiva entrata in vigore dei benefici previsti.

Documentazione

La Delibera del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica n. 5/2008 recante “Criteri e indicatori per l’individuazione e la delimitazione delle Zone Franche Urbane”, approvata il 30 gennaio 2008 e registrata il 19 maggio 2008

La Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico recante i contenuti e le modalità di presentazione delle proposte progettuali delle amministrazioni comunali

Nelle "zone franche urbane" il Fisco fa la differenza (dal notiziario fiscale dell'Agenzia delle Entrate)