Nella storia delle relazioni sindacali
in agricoltura il 4 maggio 2004 resterà una data di fondamentale importanza.
Per la prima volta, dopo anni di polemiche e contrapposizioni, le organizzazioni
sindacali dei lavoratori e quelle dei datori di lavoro hanno concordato iniziative
concrete per combattere insieme il lavoro sommerso e illegale, un fenomeno preoccupante,
diffuso su tutto il territorio nazionale.
Il fatto che il lavoro nero rappresenti un danno, sia per i lavoratori che per
le imprese, è dunque patrimonio comune. Da questa consapevolezza scaturisce
la volontà di avviare un lavoro comune finalizzato a combatterlo. Tra
le iniziative concordate, appaiono di tutto rilievo quelle relative, da una
parte al mercato del lavoro, dallaltro al monitoraggio del fenomeno.
Circa le prime, le parti sociali condividono ladozione di misure che incentivino
la stabilizzazione delloccupazione e la trasparenza. In particolare si
propone ladozione di diversi provvedimenti, tra i quali lintroduzione
di incentivi economici in favore delle imprese che incrementano il numero di
giornate denunciate per almeno un triennio e lintroduzione di altre misure
incentivanti finalizzate a: favorire lemersione del lavoro dei pensionati,
semplificare le procedure di ottenimento delle autorizzazioni al lavoro dei
cittadini extracomunitari, premiare le aziende che, rispettando le norme in
materia di sicurezza sul lavoro, riducano i rischi da infortunio. Le parti condividono
poi la necessità di adottare delle misure per stabilizzare loccupazione
dipendente, mediante agevolazioni contributive aggiuntive per le imprese che
attivano nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato, trasformano a tempo
indeterminato rapporti a tempo determinato o che rinnovano, lanno successivo
con lo stesso lavoratore, rapporti a tempo determinato.
Lapplicazione di questi incentivi dovrà essere subordinata al rispetto,
da parte delle aziende, della legislazione in materia di lavoro e previdenza
e dei contratti collettivi di lavoro.
Circa le seconde, ladozione per le imprese di un codice unico nei rapporti
con la pubblica amministrazione, uno studio approfondito del fenomeno e listituzione
di un «tavolo permanente» di confronto presso il ministero del lavoro,
rappresentano gli strumenti per un monitoraggio continuo del fenomeno, dal quale
potranno scaturire ulteriori iniziative idonee a combatterlo con efficacia.
Insomma, proposte concrete che si auspica di poter attuare, al più presto,
con il concorso del governo e del parlamento. La Uila, che ha dato un contributo
determinante nella predisposizione dellavviso comune, ribadisce ora il
massimo impegno per la sua attuazione.
AVVISO COMUNE IN MATERIA DI EMERSIONE DEL LAVORO IRREGOLARE IN AGRICOLTURA
Lanno 2004, il giorno 4 del
mese di maggio, in Roma, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali,
nellambito del Tavolo Nazionale sul Sommerso Agricoltura, attivato
di concerto con il Comitato Nazionale per lEmersione del Lavoro non regolare,
alla presenza
dellOn. Maurizio Sacconi, Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro
e delle Politiche Sociali;
e del Prof. Luca Meldolesi, Presidente del Comitato Nazionale per lEmersione
del Lavoro non regolare,
tra
la Confederazione Generale dellAgricoltura Italiana (CONFAGRICOLTURA)
la Confederazione Nazionale Coldiretti (COLDIRETTI)
la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA)
la Federazione Italiana dellIndustria Alimentare (FEDERALIMENTARE)
la FLAI-CIGL
la FAI-CISL
la UILA-UIL
la Confederazione Italiana Dirigenti Quadri e Impiegati dellAgricoltura
(CONFEDERDIA)
è stato definito il seguente Avviso Comune in materia di emersione del
lavoro irregolare in agricoltura:
Premessa
Il sommerso in agricoltura è un fenomeno preoccupante e diffuso, sia
pure in misura diversa, su tutto il territorio nazionale, e che presenta caratteristiche
indubbiamente particolari.
La presenza di tale fenomeno rappresenta un problema oltre che per lo
Stato anche per le imprese agricole in regola, che adempiono puntualmente
agli obblighi burocratici ed economici connessi ai rapporti di lavoro dipendente.
Dette imprese infatti si trovano costrette a competere con aziende sommerse,
che operano con costi di produzione notevolmente inferiori.
Il lavoro sommerso, inoltre, incide negativamente sui lavoratori dipendenti
non denunciati regolarmente che subiscono lingiustizia sociale della mancanza
di unadeguata copertura previdenziale ed assistenziale.
In agricoltura poi, esiste un altro preoccupante fenomeno che non ha riscontro
nelle stesse dimensioni negli altri settori: quello del lavoro fittizio,
e cioè del lavoro non prestato ma denunciato allInps al solo fine
di far percepire i previsti benefici economici e previdenziali.
Di qui la condivisa necessità, peraltro da sempre sottolineata dalle
Organizzazioni firmatarie del presente documento, di contrastare adeguatamente
il preoccupante fenomeno del lavoro sommerso, coerentemente con le indicazioni
dellUnione Europea, contenute da ultimo nel Progetto di risoluzione del
Consiglio del 10/10/2003 sulla trasformazione del lavoro non dichiarato in occupazione
regolare.
Il progetto infatti invita tutti gli Stati Membri a combattere il sommerso attraverso
un approccio globale basato su azioni preventive che incoraggino i datori di
lavoro ed i lavoratori a operare allinterno delleconomia ufficiale
e nel contesto delloccupazione regolare.
Tutto ciò premesso, le Parti propongono ladozione dei seguenti
provvedimenti:
Monitoraggio ed analisi del fenomeno
Realizzazione di un approfondito studio specifico del fenomeno del lavoro sommerso
in agricoltura, con il coinvolgimento delle Parti sociali e/o loro organismi
bilaterali, e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, degli enti
previdenziali ed assicurativi, e delle altre istituzioni competenti (Università,
ecc.), finalizzato ad individuare, attraverso unindagine scientifica condotta
nelle aree territoriali considerate maggiormente a rischio, le peculiari caratteristiche
e le specifiche ragioni che connotano il fenomeno in questione.
A livello territoriale, verrà svolto un compito di monitoraggio dei flussi
della manodopera, al fine di valutare lincidenza delle misure sotto indicate
sul fenomeno del lavoro sommerso.
A livello nazionale, gli esiti del monitoraggio e dello studio del fenomeno,
nonché i risultati delle iniziative adottate con il presente avviso e
le eventuali sopravvenute problematiche in materia di lavoro sommerso, saranno
oggetto di analisi e confronto nellambito del Tavolo nazionale sul sommerso
Agricoltura, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Stabilizzazione delloccupazione
Fermo restando che il lavoro in agricoltura è caratterizzato da una rilevante
componente stagionale, si condivide la necessità di adottare misure finalizzate
a favorire la stabilizzazione delloccupazione dipendente in agricoltura
mediante apposite agevolazioni contributive aggiuntive per le imprese:
- che attivano nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato o che trasformano
a tempo indeterminato rapporti a tempo determinato;
- che rinnovano lanno successivo, con lo stesso lavoratore, rapporti a
tempo determinato disciplinati dagli articoli 19 e 20, lettera b) e c) del CCNL
operai agricoli e florovivaisti del 10 luglio 2002.
Sempre al fine di favorire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro subordinato
in agricoltura, alle imprese che per legge o per contratto sono obbligate ad
anticipare al lavoratore alcune prestazioni temporanee, deve essere riconosciuta
la possibilità di portare a conguaglio, in sede di denuncia o di pagamento
dei contributi, le somme anticipate per conto degli Enti previdenziali ed assicurativi.
Riforma dei criteri di erogazione delle prestazioni temporanee
Revisione dei criteri e dei meccanismi di erogazione delle prestazioni temporanee
in favore dei lavoratori agricoli, finalizzata ad evitare possibili convenienze
per il lavoratore ed il datore di lavoro a non denunciare le giornate di lavoro
effettuate al di sopra di certe soglie, ovvero a denunciare giornate di lavoro
mai effettuate.
A questo fine si conviene sulla necessità di superare lattuale
regime per soglie di occupazione ed adottare il criterio di un trattamento direttamente
proporzionali alle giornate di occupazione effettuate, apportando le conseguenti
modifiche alla disciplina della contribuzione figurativa utili ad evitare penalizzazioni
per il lavoratore.
Occorre inoltre modificare lattuale disciplina relativa alle calamità
limitandone lapplicazione ai lavoratori dipendenti dalle aziende agricole
calamitate ed estendendole ai lavoratori delle aziende di prima lavorazione
dei prodotti agricoli.
Incentivi
Le Parti propongono ladozione delle seguenti misure incentivanti:
- istituire forme di incentivazione per favorire lemersione del lavoro
dei pensionati;
- semplificare le procedure per lottenimento delle autorizzazioni al lavoro
dei cittadini extracomunitari, a partire dalladozione di un apposito regolamento
di attuazione che snellisca le procedure di avviamento al lavoro. Lo studio
proposto nel primo paragrafo, riferito al monitoraggio ed analisi del fenomeno,
dovrà prevedere unapposita sessione sulle tematiche in oggetto;
- applicare anche allagricoltura loscillazione della contribuzione
antinfortunistica in relazione al numero degli infortuni verificatisi ed al
grado di sicurezza delle aziende, in modo tale da premiare le aziende che, rispettando
le norme in materia di sicurezza sul lavoro, riducano il rischio di infortunio;
- introdurre incentivi economici in favore delle imprese che incrementano il
numero di giornate denunciate per almeno un triennio;
- prevedere adeguate misure incentivanti per le imprese con maggiore intensità
occupazionale e/o operanti nei territori che non usufruiscono delle agevolazioni
previste dalla legislazione vigente.
Rispetto della legislazione del lavoro e dei contratti collettivi
Lapplicazione delle forme incentivanti previste nei paragrafi precedenti
in favore delle imprese agricole deve essere subordinata al rispetto (sostanziale)
da parte delle aziende della legislazione in materia di lavoro e previdenza
e dei contratti collettivi di lavoro stipulati dalle organizzazioni comparativamente
più rappresentative sul piano nazionale.
Vigilanza e controllo
Le parti auspicano che, nellambito del riassetto della disciplina sulle
attività ispettive in materia di previdenza sociale e lavoro, si realizzi
il coordinamento nelle attività degli organi ispettivi al fine di un
migliore e più razionale svolgimento dellattività di vigilanza.
Al fine di rendere più efficace lazione di controllo le parti auspicano
ladozione di un codice unico per ogni singola azienda agricola che serva
ad identificare limpresa nei confronti di tutte le pubbliche amministrazioni
per lo svolgimento delle registrazioni, gli adempimenti ed i controlli relativi
alla stessa.
Con specifico riferimento al fenomeno del lavoro fittizio le parti, al fine
di agevolare lazione di controllo da parte delle amministrazioni competenti
individuano dei punti di criticità sui quali è opportuno un approfondimento
straordinario per sconfiggere il fenomeno. Tali punti sono rappresentati dal
grado di parentela col titolare dellazienda agricola, dal numero delle
giornate denunciate sostanzialmente corrispondenti alle soglie minime di accesso
alle prestazioni, dalle ridotte dimensioni aziendali in termini di fabbisogno
di manodopera.
Le parti al fine di rendere più efficace la lotta al sommerso
in agricoltura, nonché di favorire la modernizzazione e lintegrazione
del sistema previdenziale agricolo, salvaguardandone le specificità
auspicano che alla materia della previdenza ed assistenza in agricoltura gli
Enti previdenziali ed assicurativi, ed in primo luogo lInps, garantiscano
adeguata e specifica attenzione rafforzando, nellambito della propria
autonomia organizzativa e funzionale, il ruolo di coordinamento ai vari livelli,
in ossequio a quanto previsto dallarticolo 19, legge 724/1994 e dallarticolo
9-sexies, legge 608/1996.
Lintroduzione delle misure incentivanti sopra specificate non comporterebbe
oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, in quanto il minor introito contributivo
e fiscale, nonché il miglioramento delle prestazioni per alcune categorie,
sarebbe sicuramente compensato dallampliamento della platea dei contribuenti,
dallincremento del numero di giornate denunciate e dai risparmi conseguenti
alla razionalizzazione del sistema di erogazione delle prestazioni.
Il riordino della contribuzione figurativa dei lavoratori, inoltre, comporterebbe
risparmi previdenziali crescenti nel tempo.