L'Irpef immutata e aiuti alle
famiglie (finanziati i bonus ai nuovi nati nel 2005 e nel 2006, la detrazione
d'imposta del 19% per il pagamento della retta dell'asilo nido, il fondo di
garanzia per i mutui concessi ai lavoratori con contratti a termine e gli aiuti
per le esigenze abitative degli studenti universitari)
Dopo le rivoluzioni che hanno affidato la progressività alla graduazione
della no tax area e hanno parametrato sul reddito le deduzioni per carichi di
famiglia, la Finanziaria 2006 (legge 266/ 05, pubblicata sul supplemento ordinario
n. 211/ L nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2005) si è
limitata, sull'Irpef, a una raffica di interventi di "contorno". D'altra
parte è proprio con le dichiarazioni 2006, redditi 2005, che i contribuenti
faranno appieno i conti con il nuovo regime della tassazione per le persone
fisiche, introdotto con le leggi 289/ 02 e 311/ 04.
Interventi non incidono sulla struttura dell'Irpef, ma non per questo irrilevanti
per le tasche dei contribuenti: basti pensare alla conferma del blocco delle
addizionali, alla proroga della clausola di salvaguardia (per chi dovesse ritrovarsi
a pagare meno con il regime ante riforma) e alle misure per la famiglia. Tra
l'altro, in molti casi il legislatore ha scelto di confermare la fiducia misure
" a tempo" ormai rodate, come la detrazione per i lavori edili.
Addizionali. Per evitare che le autonomie siano
tentate di recuperare le minori entrate con un inasprimento della tassazione
sulle persone fisiche, la Finanziaria conferma il blocco delle addizionali comunali
e regionali. Anche nel 2006 i Comuni, che non hanno applicato, in precedenza,
la "quota" Irpef, potranno imporre un'aliquota dello 0,1 per cento.
Clausola di salvaguardia. Confermato, anche per
l'anno d'imposta 2006, il meccanismo che consente al contribuente di applicare
nella dichiarazione dei redditi il regime Irpef più favorevole. Tre gli
schemi che possono essere seguiti nel compilare la dichiarazione: la riforma
introdotta con la Finanziaria 2005, le regole vigenti al 31 dicembre 2002 o
quelle in vigore al 31 dicembre 2004, se più favorevoli.
Esonero contributi sanitari. Il limite di non concorrenza
alla formazione del reddito di lavoro dipendente è fissato - per il 2006
- in 3.615,20 euro.
Il pacchetto immobili. Comprende la detrazione
del 41% per gli interventi edilizi e il "bonus" per la salvaguardia
dei boschi, oltre alla riforma delle compravendite degli immobili abitativi.
La detrazione del 41% ( al posto del 36% applicabile sulle spese 2005, "
compensando" l'aumento delle aliquote Iva) compete per gli interventi edilizi
sostenuti quest'anno e per un ammontare complessivo non superiore a 48mila euro.
Si applica anche nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo
e di ristrutturazione edilizia, eseguiti entro il 31 dicembre, da imprese di
costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che provvedono
alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile entro il 30 giugno
2007.
Lo sconto Irpef è sempre del 41% (in luogo del 36% applicabile lo scorso
anno) sulle spese per la salvaguardia dei boschi, per la tutela ambientale e
la difesa del territorio e del suolo dai rischi da dissesto idrogeologico. Il
tetto è di 100 mila euro.
Per l'acquisto dell'abitazione e delle pertinenze (nelle transazioni tra persone
fisiche che non agiscono nell'ambito di attività commerciali o professionali)
è possibile chiedere al notaio l'iniziativa è dell'acquirente)
che la base imponibile - ai fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali
- sia costituita dal valore catastale, a prescindere dal corrispettivo pattuito
indicato nell'atto. In questo caso - sulla carta - gli onorari notarili saranno
ridotti del 20 per cento.
Le plusvalenze. In caso di cessioni a titolo oneroso
di beni immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni e di
terreni edificabili, su richiesta della parte venditrice al notaio, in deroga
alla disciplina sui redditi diversi, sulle plusvalenze realizzate si applica
un'imposta, sostitutiva dell'Irpef, del 12,50 per cento. In questo modo si "congelano"
i controlli. L'imposta sostitutiva verrà versata dai notai con il codice
tributo 1107 (risoluzione delle Entrate n. 1/ 06).
Destinazione 5 per mille. Per l'anno finanziario
2006, con riferimento al 2005, a titolo iniziale e sperimentale, fermo quanto
già dovuto dai contribuenti a titolo di Irpef, una quota pari al 5 per
mille dell'imposta può essere destinata dal contribuente a: sostegno
del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità
sociale; finanziamento della ricerca scientifica e dell'università o
della ricerca sanitaria; attività sociali svolte dal comune di residenza
del contribuente. Resta fermo il meccanismo dell' 8 per mille.
La Finanziaria
2006 destina direttamente alle famiglie, piuttosto che ai servizi affidati a
Regioni ed Enti locali, le risorse disponibili per la spesa sociale.
Un miliardo di euro, infatti, è la somma sottratta per il 2005 e per
il 2006 al Fondo nazionale per le politiche sociali (assegnato a Regioni e autonomie
per gestire gli interventi a favore di infanzia, anziani, disabili, famiglie,
tossicodipendenti e immigrati), e 1,14 miliardi di euro costituiscono, nella
manovra 2006, le risorse destinate al sostegno delle famiglie.
Le risorse stanziate serviranno a finanziare i bonus ai nuovi nati nel 2005
e nel 2006, la detrazione d'imposta del 19% per il pagamento della retta dell'asilo
nido, il fondo di garanzia per i mutui concessi ai lavoratori con contratti
a termine e gli aiuti «per le esigenze abitative degli studenti universitari
».
Bonus bebè. La Finanziaria stanzia 696 milioni
per la distribuzione di un assegno di mille euro per ogni figlio nato o adottato
nel 2005 e per i figli successivi al primo, nati o adottati nel 2006. Per ottenere
il bonus, chi ha la potestà sui figli, deve essere residente in Italia,
cittadino italiano o comunitario, e appartenere a un nucleo familiare con un
reddito complessivo, per il 2004 e per il 2005, non superiore a 50 mila euro.
Dovrebbe arrivare entro il 15 gennaio, alle famiglie che hanno diritto al bonus
per il 2005, la comunicazione del ministero dell'Economia con l'indicazione
dell'ufficio postale dove riscuotere l'assegno. La lettera, dati i tempi ristretti,
dovrebbe essere inviata a tutte le famiglie che hanno avuto o adottato un bambino,
senza tenere conto del limite reddituale di 50 mila euro: sarà poi il
beneficiario a compilare, nello stesso ufficio postale, un modulo per autocertificare
il proprio reddito. I nuovi nati nel 2005 sono 560 mila, ma, tenendo conto dei
requisiti economici, il bonus, per l'anno passato, dovrebbe andare a 467 mila
bebè. La platea degli aventi diritto si ridurrà (secondo le stime
del servizio Bilancio della Camera) a 229 mila bambini nel 2006, perché
il bonus, per l'anno in corso, spetta soltanto per i figli successivi al primo.
Asili nido. Solo per le rette pagate nel 2005,
le famiglie potranno detrarre dall'imposta sul reddito il 19% delle spese sostenute
per mandare i figli all'asilo nido (pubblico o privato). La Finanziaria stabilisce,
però, un tetto massimo di spesa di 632 euro all'anno per ogni figlio
(la detrazione massima, si ferma così a 120 euro). La perdita per l'Erario,
secondo le stime dell'Economia, sarà di 17 milioni di gettito Irpef,
300 mila euro di addizionale regionale e 100 mila euro di addizionale comunale.
Sempre in tema di asili, il il decreto
" milleproroghe" (273/ 2005) estende la possibilità di
iscrivere alla scuola dell'infanzia i bambini che compiono tre anni entro il
28 febbraio agli anni scolastici 2006/ 07 e 2007/ 08.
Mutui per chi lavora a termine. Un fondo di 10
milioni servirà a garantire la concessione di mutui per l'acquisto o
la costruzione della prima casa da parte dei lavoratori a tempo determinato
o di chi presta lavoro subordinato in base a un contratto previsto dal D.Lgs.
276/ 2003. Per beneficiare di questa garanzia, bisogna avere meno di 35 anni
e disporre di un reddito complessivo Irpef inferiore a 40mila euro.
Fondo studenti. Stanziati 25 milioni, per il 2006,
per aiutare le famiglie che sostengono spese per le «esigenze abitative
degli studenti universitari ». A fissare criteri e modalità di
distribuzione delle risorse tra le Regioni e le Province autonome di Trento
e Bolzano sarà un decreto del ministero dell'Economia.